Inventare storie alla Pinacoteca Tosio Martinengo

Inventare storie. Non è questo che facciamo fin da piccoli? Costruiamo mondi, luoghi inesplorati, avventure mozzafiato

Inventare storie alla Pinacoteca Tosio Martinengo

Uscita didattica alunni classe quarta – scuola primaria little England – anno scolastico 2017/18

Inventare storie. Non è questo che facciamo fin da piccoli? Costruiamo mondi, luoghi inesplorati, avventure mozzafiato; diamo dei nomi ai protagonisti, ne immaginiamo le fattezze e i tratti distintivi del loro carattere, sperando prima o poi di poter coinvolgere anche altri nella creazione dei nostri “universi paralleli”.

A volte succede, come per gli alunni di classe 4° di Little England: lo scorso venerdì, infatti, durante la gita al Museo S. Giulia, hanno avuto l’opportunità di creare un racconto con personaggi che hanno poi ritrovato fra i diversi quadri esposti nello spazio dedicato alla Pinacoteca Tosio Martinengo.

Tutto inizia con Paola, la nostra guida, che mostra ai bambini attenti la figura di un cavaliere, chiedendo loro di immaginarne il nome, l’estrazione sociale e di ricostruire la sua storia, che parte dal mercato cittadino: “Chiudete gli occhi e provate a sentire i rumori del mercato, ad annusarne i mille odori, guardate i colori della merce esposta e l’andirivieni di decine di persone indaffarate, alla ricerca del miglior affare… Cosa starà facendo lì il nostro cavaliere?”.

Una mano si alza, un’altra, poi ancora una: di voce in voce, di supposizione in supposizione, si decide che Giannino (sì, abbiamo un cavaliere di nome Giannino) sia andato al mercato per
comprare delle uova con la moglie, che nel frattempo ha acquistato un enorme pollo. I personaggi sfilano, uno dopo l’altro, e i fili della storia si intrecciano, in una trama sempre più complessa, creata in maniera corale con tanti sorrisi, battiti di mani e cenni di approvazione.

La classe decide così che il pollo sarà la portata principale di un lauto banchetto preparato per le persone più in vista della città e che terminerà con una proposta di matrimonio per una delle figlie di Giannino. Il racconto viene quindi trasferito su strisce di carta, che ogni bambino deve riempire con quelle che ritiene le sequenze principali, ma solo dopo aver trovato un titolo adatto all’intera vicenda.

Terminato il laboratorio, Paola guida i bambini alla scoperta dei dipinti della Pinacoteca, mostrando come i protagonisti della loro storia appartenessero in realtà ai quadri di vari artisti, uno su tutti Giacomo Ceruti, detto il Pitocchetto perché il tema delle sue opere sono sempre stati i più poveri, gli emarginati, i contadini, insomma, i pitocchi. Gli alunni sperimentano così la lettura di un’opera d’arte, le interpretazioni, le ipotesi legate a ciò che l’autore ha cercato di esprimere attraverso le sue rappresentazioni.

La mattinata termina in fretta, è ora di tornare a scuola: i bambini rientrano cantando, mano nella mano, con nella testa le immagini e le vite di persone vissute moltissimi anni fa, ma
soprattutto, con in tasca tante storie.

Grazie Santa Giulia, torneremo presto!

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