Laboratorio di educazione cognitivistica operazionale

Laboratorio di educazione cognitivistica operazionale

Da questo anno scolastico è stato attivato il laboratorio di educazione cognitivistica operazionale gestito dall’insegnante Francesca Scattorelli che, dopo aver lavorato per più di trenta anni con i bambini sordi, lavora come formatrice e docente presso la nostra scuola.

Il progetto nasce da una serie di stimoli scientifici, tradotti ed esplicitati attraverso pratiche didattico-educative e considera l’esperienza corporea come fondamentale dello sviluppo dell’identità personale nell’evoluzione dei processi cognitivi.
Il laboratorio di di educazione cognitivistica operazionale offre una finestra il cui panorama si apre a specialità educative e didattiche uniche e originali, esplicitandosi attraverso la realizzazione di nuovi, innumerevoli ed efficaci interventi didattici.
Il laboratorio accoglie le bambine e i bambini partendo da una visione possibilista della realtà, escludendo atteggiamenti passivi, afinalistici, che costringono ad uno sterile e inutile approccio con il reale.

Il movimento diventa un primo tramite per conoscere la realtà, che da esperienza concreta, si traduce successivamente in rappresentazioni simboliche per sfociare in categorie mentali.

L’agire diviene intenzionale e il fare, inizialmente corporeo ed esperienziale, successivamente struttura le prime forme di astrazione.
I concetti non si limitano a fissarsi in modo labile, ma trovano molteplici connessioni, dato che tutti i canali sensoriali vengono sollecitati, offrendo associazioni mentali significative rispetto al puro nozionismo.
Ci si occupa della realtà oggettiva delle “cose” e il loro rapporto con l’ambiente circostante, anzichè operare esclusivamente sulle idee, combinando in sintesi attiva la pedagogia dell’ascolto con la pedagogia dell’azione.
Il lavoro di educazione cognitivistica operazionale si struttura coinvolgendo e attivando molteplici dimensioni cognitive:
 la percezione dello schema corporeo;

 gli schemi motori di base e le capacità coordinative(adattamento, controllo e apprendimento motorio);

 l’organizzazione dello spazio;

 l’orientamento spaziale;

 la strutturazione temporale,

 gli aspetti matematici di base (classificazione, seriazione, numero, ecc..);

 la strutturazione di rappresentazioni numeriche e di forme geometriche;

 la formulazione di ipotesi, la soluzione di problemi;

 l’organizzazione ed il rinforzo dei processi mnestici;

 i processi di analisi e di sintesi che sottendono l’acquisizione della letto-scrittura.
Puntare alla formazione critica della mente, alla chiarezza concettualeattraverso il vissuto corporeo totale, implica il coinvolgimento di lavori di tipo ludico, prassico, ritmico, logico, linguistico, matematico, spazio-temporale, mettendo in moto, in modo coordinato una molteplicità di stimoli fisici, emozionali, espressivi, intellettivi.
Sin dall’infanzia è possibile costruire tutto ciò. L’esperienza spontanea che inizialmente opera un riconoscimento germinale dello spazio entro cui si agisce, libera il desiderio di muoversi, di esplorare, di percepire, di riconoscere sensazioni,di esplorare per conoscere e capire.
Dal corpo, oggetto di percezione e di sintesi percettiva, si giunge al corpo oggetto di rappresentazione e quindi di conoscenza e coscienza di sé.

Si può iniziare a giocare con gli elementi concettuali molto prima di averli scoperti.
Il bambino deve poter costruire con materiale concreto attraverso manipolazioni, prima ancora di essere in grado di analizzare, astrarre e generalizzare.
L’apprendimento deve essere frutto di una scoperta e le esperienze offerte devono essere organizzate con rigore e precisione, rispettando scrupolosamente l’aspetto psicologico e il ritmo di sviluppo personale di ogni bambino.
Il tentativo costante è un guardare per valorizzare, per incentivare anche minuscoli passi di apertura alla conoscenza del mondo, per renderli poi rappresentativi di una ricerca continua di crescita personale e valoriale.
Il bambino viene guidato da mani esperte che ricercano il suo essere, promuovendo saperi in grado di suscitargli il bello delle cose e della realtà, la conoscenza nella sua essenza che diventa progressione umana e psichica.

A chi è destinato il laboratorio di di educazione cognitivistica operazionale?

Francesca Scatorelli affianca e consolida il lavoro delle insegnanti di modulo delle seguenti classi.

  • classi prime di scuola primaria di Little England
  • classi seconde di scuola primaria di Little England
  • classi terze di scuola primaria di Little England

 

Quando si svolge il di educazione cognitivistica operazionale?
Francesca Scatorelli è presente alla primaria tre volte la settimana (lunedì, mercoledì e venerdì). Martedì e giovedì lavora presso la nostra pre-school.

Gli alunni vengono divisi a rotazione in piccoli gruppi.
Dove si svolge il laboratorio di educazione cognitivistica operazionale?
Presso la nostra sede è presente un grande spazio dedicato esclusivamente al laboratorio di educazione cognitivistica operazionale. Il materiale utilizzato è stato creato esclusivamente dalla docente Francesca Scatorelli e prodotto dal nostro falegname.

IL LABORATORIO DI LINGUISTICA OPERAZIONALE

Imparare a leggere e a scrivere nella scuola primaria

a cura di Francesca Scattorelli e Monica Taraschi

Editrice La Scuola

 

 

 

Francesca Scattorelli

 

 

 

 

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